A Natale, il dono più grande

Questo per me è un Natale strano. Un Natale che, dopo tanti anni di vagabondaggio,  trascorro per la prima volta di nuovo a casa. E per lo più chiusa tra quattro pareti a scrivere….chè altrimenti non riesco a regalarvi il prossimo romanzo da leggere!

È un Natale che sa, per me, di ritorno: a me stessa e a quella che sono, agli affetti di lunga data, ai luoghi dove sono cresciuta e da cui me ne sono andata, a persone che sono state nelle mia vita, ne sono uscite e ora in molti modi gravitano di nuovo nella mia galassia, ma anche a chi ci sta mettendo il cuore con me per la prima volta.

Non amo il bilanci -lo sapete, con i numeri non ci so fare- e di conseguenza non amo le occasioni che mi costringono a farli. E il periodo natalizio ahimè lo associo a conti che, nella mia storia personale, non sono mai tornati. Ho sempre perso, a Natale. Mi sono sempre trovata con qualcosa e purtroppo qualcuno in meno, tanto che ho smesso di fare alberi, mettere luci e decorare il posto dove transito. Ma è anche vero che, sotto sotto, continuo a essere un’ottimista ostinata e romantica, e una cantastorie. Credo nei finali a sorpresa, nei colpi di scena, nel lieto fine contro tutto e contro tutti. Credo nelle odissee che generano eroi quotidiani, come siamo tutti.

Ecco, questo mi regalerò a Natale: la possibilità di un finale differente, di un’altra avventura, di un’altra versione della storia e di me. In fondo, Natale è solo un grande e collettivo “Baby Shower”, con un neonato al centro e tanti doni intorno. Immaginate di essere voi quel baby quest’anno. Rimettetevi al mondo e regalatevi possibilità nuove. Siate il bambino che avreste voluto essere. Amatevi come avreste voluto essere amati. Coccolatevi. Ritrovatevi. Siate il vostro dono più grande.

Buon Natale! 

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