Vi porto a…Porto!

Per il mio compleanno dello scorso aprile, mi sono regalata un romantico viaggio a due in quel di Porto, in Portogallo, che amo e che mi mette sempre l’allegria addosso (e non solo per il vino!). Al mio ritorno, il settimanale D di Repubblica, mi ha chiesto di raccontare la città ai lettori. Ed ecco qui per voi il mio reportage.

PURO PORTOGALLO Deve la sua fama al vino, ma la sua sopravvivenza all’acqua: Porto, la città dei ponti nel nord del Portogallo, si affaccia sulla riva settentrionale del fiume Douro, e sulla sua “bocca” che si spalanca sull’Oceano Atlantico, non prima di aver generato ampie spiagge di sabbia dorata. È lungo il Douro che è nata e si è sviluppata la cultura dell’omonimo vino: il suo letto ha accolto nei secoli i milioni di barili colmi del Porto dolce e liquoroso prodotto nelle vigne aggrappate ai pendii della valle, e li ha trasportati fino all’estuario, dove le cantine provvedevano poi a smistarli in Europa. Oggi, dopo una lunga crisi nel settore, le quintas –le tenute vinicole- hanno riaperto battenti e botti, grazie alla seconda generazione di imprenditori decisi a investire sul passato per proiettarsi nel futuro. I primi a lasciare la sfida sono stati i Douro Boys, cinque coraggiosi imprenditori che qualche anno fa hanno scommesso sulla rinascita di Porto, del porto e del Douro (www.douroboys.com). Le loro quintas sono state le prime a trasformarsi in relais a cinque stelle dove trascorrere il weekend tra vigne e degustazioni, ma certo non le ultime. Oggi la valle pullula di b&b, spa e boutique hotel (www.douropalace.com) per gli enoturisti, oltre che di ristoranti gourmet (www.quintanova.com/en/conceitus/) e cantine di design per soggiorni speciali in vigna (www.quintadapacheca.com).

Lo stesso dicasi della città, che sull’onda del fiume ha ritrovato il suo ritmo scanzonato ed effervescente. Le due rive, la Ribeira e quella di Vila Nova de Gaia, sono una riga fitta e colorata di bistrot, bar di petiscos (versione portoghese delle tapas), cantine e ristoranti aperti notte e giorno per servire il Porto Tonico, il cocktail simbolo della città, e nuove miscele a base di Porto. Nel centro, tra i tram d’antan e gli azulejos che decorano facciate, negozi e la stazione di São Bento, altrettanti locali servono il vino del Douro mentre spadellano gamberi e baccalà, accanto ai ristoranti stellati degli chef Rui Paula (Dop, www.ruipaula.com), Vìtor Matos (Antiquum, www.vitormatos.com) e Ricardo Costa (The Yeatman, www.the-yeatman-hotel.com). La musica e il divertimento invadono la Rua de Galeria de Paris, a pochi metri dalla celebre libreria Lello –che ha ispirato la saga di Harry Potter-e la torre Dos Clérigos, icona di Porto. Porto si è svegliata e non intende dormire, se non per poche ore e nelle sue dimore storiche, in versione deluxe (Hotel Infante Sagres, www.hotelinfantesagres.pt) o low cost (Castelo de Santa Caterina, www.castelosantacatarina.com.pt).

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