Archie dai capelli rossi

Più che un battesimo, quello di Archie Harrison è stato un vero e proprio manifesto di come Harry e Meghan intendano crescere il piccolo Sussex e cioè lontano dal gossip e dai paparazzi, ma vicino alla famiglia. E non necessariamente quella reale. Archie dai capelli rossi  è appena nato, ma sta già rivoluzionando il protocollo. Qui e su Grazia in edicola racconto i retroscena della cerimonia e della foto che ha fatto il giro del mondo.

Privato, privatissimo. Anche nel giorno del battesimo del loro primogenito Archie Harrison, nato lo scorso 6 maggio 2019, Harry d’Inghilterra e Meghan Markle, alias i Duchi di Sussex, non si sono smentiti. E per il Big Day del 6 luglio, atteso dai sudditi e dai fan della coppia, hanno scelto la privacy della blindatissima Cappella della Regina a Windsor. L’hanno condivisa con i pochi invitati–soltanto 25, che non sono stati resi noti- e con i sudditi, attraverso un paio di scatti di Chris Allerton in bianco e nero e una foto ufficiale a colori, l’unica che abbia rivelato finalmente qualche dettaglio del piccolo, in particolare il suo ciuffo rosso.

Più di tutto, hanno chiesto e ottenuto di tenere segreti i nomi dei padrini e delle madrine del piccolo. Almeno finora. A breve, però, potrebbero essere costretti a rivelarli.

La nonna ovvero Queen Elizabeth II, assente per precedenti impegni istituzionali con il consorte Filippo, avrebbe sollevato le sue obiezioni, richiamando i Sussex ai loro doveri di corte. Secondo il Parochial Registers and Records Measure del 1978, infatti, tutti i battesimi della Chiesa anglicana d’Inghilterra sono di pubblico dominio. E le guide spirituali di Archie, benchè solo settimo in linea di successione al trono, dovrebbero essere indicate. Del resto, i nomi dei godparents (padrini in inglese) dei cugini George, Charlotte e Louis, figli di William e Kate, alias i duchi di Cambridge, sono conosciuti: sette per il primo (Zara Phillips, Oliver Baker, Emilia Jardine-Paterson, William van Cutsem, Hugh, Earl di Grosvenor, Julia Samuel e Jamie Lowther-Pinkerton), cinque per la seconda e sei per il terzo e finora ultimogenito.

La decisione dei Sussex è l’ennesimo infrazione al protocollo millenario della Royal Family, ma è anche la conferma della linea che intendono seguire, e non da ieri. Harry e Meghan hanno sempre dichiarato, fin dai loro primi passi a due a corte, di volere una vita il più possibile “normale” e riservata, lontana dal gossip e dai paparazzi. Ma i commentatori reali, a cominciare da Jan Moir del Daily Mail e Judith Woods sul Telegraph, hanno sottolineato come il prezzo di questa presunta “normalità” sia in gran parte pagato proprio da quei contribuenti che la coppia si ostina a voler tenere alla larga. «L’atteggiamento è imbarazzante e ai limiti dell’offensivo», ha scritto la Moir. «Se i sudditi non sono degni di conoscere il nome dei padrini di un erede al trono, allora non siano costretti a pagare gli oltre due milioni di sterline (quasi tre milioni di euro) di ristrutturazione per Frogmore Cottage (la residenza dei Sussex, ndr)». E ancora: «se vogliono un battesimo da privati cittadini, non chiamino ad officiarlo l’arcivescovo di Canterbury (la figura più importante della Chiesa Anglicana dopo la Regina, ndr) ».

Con la commentatrice, si sono schierati molti follower di Harry e Meghan, stanchi di scarne notizie e rarissime immagini costruite ad arte diramate dall’account Instagram @sussexroyal.

Buckingham Palace non è Hollywood, sostengono oggi sui social. E la Markle non è più un’attrice, ma un membro importante della Royal Family. Alcuni la invitano a prendere esempio dalla cognata Kate Middleton, esempio di osservanza delle regole. Tra le duchesse non scorre né buon sangue nè simpatia, e le loro ultime apparizioni a Wimbledon di qualche giorno fa l’hanno confermato. Invece che presenziare insieme come nel 2018, ognuna è arrivata separatamente e con il proprio entourage, ignorando l’altra. In jeans, blazer e panama in testa, la Markle si è seduta con le amiche Lindsay Roth e Genevieve Hillis a tifare per Serena Williams, possibile madrina di Archie insieme ad Amal Clooney, l’avvocatessa moglie di George, e la stilista Jessica Mulroney. Al collo, un ciondolo di brillanti con la lettera A per Archie. Dal suo posto in tribuna, invece, la Middleton ha sfoggiato un abito bianco del brand Suzannah in stile Diana, e un paio di orecchini-bijoux da pochi euro.

Secondo gli esperti di Body Language, la rottura tra cognate è evidente. Nella foto ufficiale del battesimo di Archie, i Cambridge appaiono distanti dai Sussex, con William in completo blu e posa protettiva da bodyguard verso Kate, evidentemente nervosa in un abito rosa di Stella McCartney del 2009 già utilizzato al pranzo di Natale del 2018.

Rilassati, complici e sorridenti invece i neogenitori Harry e Meghan, in beige il primo e in bianco Dior la seconda, con gli stessi orecchini di Cartier da oltre 13mila euro indossati al matrimonio dello scorso maggio 2018. Con loro, il principe Carlo e Camilla, Doria Ragland, la nonna americana di Archie, Lady Jane Fellowes e Lady Sarah McCorquodale, sorelle di Diana, anche loro nella lista delle papabili madrine insieme a Tiggy Pettifer, l’ex tata di Harry. Il quale, includendo le zie materne e la bambinaia, ha impresso una svolta nella storia della Royal Family. Per la prima volta ha messo sullo stesso piano i suoi due rami genealogici, quello materno degli Spencer e quello paterno dei Windsor, nonché i suoi affetti. Perché non di sola corona vive il principe. O meglio, il principino: Archie, in bianco nella replica dell’abito originariamente indossato dalla regina Victoria e da sessanta royals, compresi i cuginetti George, Charlotte e Louis, è stato re di cuori per un giorno, quello del suo battesimo. E solo questo conta, nel ducato “privato” dei Sussex.

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