Archie, il principe del futuro

Archie, il principe del futuro

È inglese e americano, di sangue reale ma anche no. Vivrà in patria e in California, ma anche in Africa. E sarà educato da una madre femminista. Il figlio del principe Harry e di Meghan Markle ha già infranto le regole della dinastia  e sarà . un osservato speciale per  tanti genitori.

Ve lo racconto su Grazia in edicola questa settimana.

Baby Boy Sussex è appena nato, ma ha già vinto tutto. Un po’ principe –da parte di padre- e un po’ star -da parte di madre, è venuto al mondo alle 5:26 del sei maggio scorso facendosi attendere come un VIP. Anzi un VIB, un Very Important Baby.

E se il buongiorno si vede dal mattino, la buona sorte al primo vagito: mezzo britain e mezzo americano, di sangue blu ma anche afro, il primogenito dei duchi di Sussex Harry e Meghan, è già l’icona di una rivoluzione che, dall’Inghilterra, tocca tutta l’Europa e approda oltreoceano, oltre confine e oltre ogni possibile stereotipo.

Insieme ai suoi primi tre chili e duecentoquaranta grammi, porta addosso il peso della corona britannica –che mai indosserà, dal momento che è settimo in linea di successione al trono dopo nonno Charles, zio William e i cugini George, Charlotte e Louis di Cambridge, e papà-ma anche le stelle e le strisce e della California. In pochissimi giorni di vita, ha conquistato sterline e dollari, titoli nobiliari e strilli in copertina, scatenato gossip e scommesse (prima sul sesso e poi sul suo possibile nome che, nel momento in cui andiamo in stampa non è ancora stato rivelato), raccolto affetto, invidie e tonnellate di like sui social.

L’account Instagram @sussexroyal che i suoi genitori hanno inaugurato il 2 aprile 2019, ha guadagnato milioni di follower a velocità record. E da record è il destino di questo primo e per ora unico neonato anglo-americano di origine black con doppio passaporto a Buckingham Palace. Da brava celebrity in fasce, ha tenuto milioni di fan e curiosi con il fiato sospeso in quella che è già passata alla storia della cronaca rosa come The Long Meghan waiting, ovvero la lunga attesa di Meghan.

Secondo i calcoli e le aspettative materne, il Royal Baby Boy avrebbe dovuto vedere la luce intorno al 28 aprile tra le pareti eco-compatibili e gender-free della sua camera, ricavata in una delle diciotto stanze di Frogmore Cottage, la residenza accanto al Castello di Windsor scelta dai Sussex nel tentativo di garantirsi privacy, pace e natura con una ristrutturazione costata circa tre milioni di euro. Qui, oltre a una mamma determinata a fare un parto naturale lontano dall’ospedale e un padre in fibrillazione, lo aspettavano la doula (una sorta di tata olistica per le neomamme), un’ostetrica professionista, un team medico specializzato in emergenze pre e post natali, e nonna Doria dagli Stati Uniti.

Ma il piccolo Archie Harrison Mountbatte-Windsor ha fatto di testa sua. E, secondo le indiscrezioni, avrebbe costretto tutti a volare al Portland Private Hospital di Londra dove ha fatto “crowning”, cioè ha mostrato letteralmente la sua corona (così è definita in inglese la fase del parto che in italiano è detta di “affioramento” attraverso la cervice materna), soltanto all’alba del 6 maggio dopo undici ore di travaglio indotto, nel giorno natale di “zio” George Clooney, caro amico di famiglia, già nella lista dei selezionatissimi invitati in zona culla insieme alla moglie Amal e i figli Ella ed Alexander, Serena Williams, Jessica Mulroney, Abigail Spencer e Oprah Winfrey.

Dopo la regina, s’intende. Il protocollo, infatti, vuole che Sua Maestà sia la prima a dare il benvenuto a palazzo. E spetta soltanto a lei decidere se il pronipote potrà fregiarsi o meno del titolo di Altezza Reale che già vanta la prole di  William, o se dovrà accontentarsi di quello di Lord (Eccellenza) o Earl (Conte) di Dumbarton o di Sussex.

Con lui, i pronipoti di Elisabetta, 93 anni, diventano otto: George, Charlotte, Louis e l’ultimo arrivato –tutti nipoti del figlio Charles, e Mia, Lena, Savannah e Isla -nipoti di sua figlia Anna. Ma l’ultimo è e sarà speciale. Lo sarà per l’educazione in un asilo nido Montessori e poi in una scuola internazionale, per l’abbigliamento casual e green, il cibo organico e vegetariano, lo stile di vita nomade e animalista, con lunghi e frequenti soggiorni in Africa dove Harry è presidente di African Parks, e a Hollywood, dove Meghan è cresciuta e ha costruito la sua carriera di attrice.

Lo sarà, infine, per cultura, complice una madre femminista e da sempre impegnata nella difesa dei diritti umani, e per libertà, grazie a un padre ribelle che ha sempre rifiutato le regole e le imposizioni del suo lignaggio e oggi dedica volentieri tempo e capitali a ong e progetti di solidarietà.

Non a caso, i due hanno chiesto a sudditi e amici donazioni, invece che regali in occasione della nascita, ma i doni milionari non sono mancati e non mancheranno, a cominciare dalla ricchissima collezione di libri inviata da Ophrah Winfrey dagli Stati Uniti.

Dagli Usa dovrebbe arrivare anche il “manny” , ovvero il tato scelto da Meghan per aiutarla nelle cure quotidiane. Per il momento, accanto a lei c’è la madre Doria Ragland, insegnante di Yoga oltre che assistente sociale, che l’aiuterà con il bambino ma anche a rimettersi rapidamente in forma con la naturopatia, l’omeopatia e i rimedi erboristici di Ilapothecary, la farmacia fitoterapica londinese amata da Natalie Portman, Gwyneth Paltrow e Stella McCartney tra gli altri.

E naturalmente c’è il neodaddy Harry, emozionato e stravolto. È stato lui ad annunciare al mondo la notizia del fiocco azzurro, trasformandola in un omaggio a tutte le donne: “ È stata l’esperienza più straordinaria che potessi mai immaginare. Come ogni donna possa farlo va al di là della comprensione”. E ancora: “Sono orgoglioso di mia moglie. Come direbbe ogni papà, questo bimbo è fantastico e bello da morire, siamo entrambi entusiasti”.

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