Design Week: come ti faccio fuori il Salone

DESIGN WEEK: COME TI FACCIO FUORI IL SALONE

Amo il salone, odio il salone. Ogni giorno della cosiddetta Design Week milanese, mi sveglio con lo stesso dilemma: vado o non vado, resto o fuggo. Perché il Salone è come quelle feste a cui ti invitano e a cui sai di non poter dire di no, ma allo stesso tempo “Che noia, che barba”.

Perché ormai, al Salone e soprattutto al Fuori Salone, vale la formula “All you can eat” dei ristoranti cinesi: butta tutto nel piatto, abbuffati, e non ti curare della qualità di ciò che ingurgiti e, nel caso del design, di ciò che vedi, tocchi, senti, immagini.

Eppure siamo qui. Di nuovo. A fare code per installazioni, atelier, pop shop, temporary store, temporary exhibit e temporary life che, in qualunque altra settimana dell’anno, ci lascerebbe indifferenti, anzi infastiditi. Perché la creatività è bella quando è extra-ordinaria, non quando offre l’ordinario travestito da evento speciale.

Ma ci sono isole verso le quali vale la pena attraversare il mare magnum della Design Week, per quanto mi riguarda, sono quelle che mi permettono di viaggiare, primo tra tutti il progetto Perdersi a Eudossia di Antonio Marras, ispirato a Le Città invisibili di Italo Calvino e realizzato in collaborazione con Saba: dodici città da decifrare esplorando mappe per decifrarle.

«Nella stanza si entra in silenzio, si passa leggeri, si vola, si prega, si ama. E quello che trovi sono indicazioni per far viaggiare la mente, ognuno a suo modo,”ognuno col suo viaggio, ognuno diverso e ognuno in fondo perso dentro i fatti suoi” », racconta lo stilartista, citando Vasco Rossi.

Le città sono: 1| PASKADEVADDA La città delle passionarie. La passione al primo posto; 2| CUATA Città nascosta. Difficilissimo trovarla. Solo per gente determinata, che di trovarla si è fatta una ragione di vita; 3| A BARROSA Ognuno si veste sempre come se fosse un giorno di festa, perché alle feste bisogna portare rispetto; 4| NIEDDA La città che è la somma di tutte così come il nero è il colore che assorbe tutti gli altri; 5| LLIUA È la città soporifera, la città dove si cammina come in una bolla di schiuma. La percezione della realtà arriva lenta, lenti sono i movimenti e lento è il risveglio; 6| ORLANDO Per i contrastati, per gli opposti che si attraggono, per gli interrotti, per i gemelli diversi, per i lunatici; 7| BRITANNIA È la città per i dandy, per chi vive per il gusto di vestirsi e di piacersi; 8| CONCORDIA La città del più. Più decori, più orpelli, più ricami, più ori e più felicità; 9| GORROPPIA È la città della memoria. Tutto quello che viene scartato, rifiutato, dismesso, buttato viene preservato, lavato, smontato, ricucito per rinascere e assumere un‘identità nuova come risultato delle vite precedenti; 10| SAGRETA È la città dove possono entrare solo chi sa mantenere un segreto. Per questo è quasi disabitata; 11| ASTASÌA Dopo Venezia e Las Vegas è la città dove si va per convolare a nozze. Ma solo quegli sposi che sono proprio, proprio innamorati dell’amore, “perché l’amore quando ti colpisce è proprio innamorato”.

E la strada è tutta costellata di divani tutti diversi, grandi, piccoli, multiformi, con cuscini, guanciali e materassi. Sono quadrati, rettangolari, parallelepipedi o piatti piatti come la terra. Hanno i colori della città della gioia e alcuni di quelli della melanconia. Ci sono stampe, tante stampe, jaquard, damaschi, fiori, quadri, pois e pieddepoule e tutto è abbinato con tutto per accordo o per contrasto. Puoi dormire, sognare, sonnecchiare e infine visitare la dodicesima città di TERRANIA, la città di terracotta.

I nomi stessi delle collezioni di divani -Voyage, Limes New, Baby Geo-che segnano il mondo di NonostanteMarras (Via Cola di Rienzo, 8) sono un invito a lasciare il cammino conosciuto per avventurarsi oltre le convenzioni di spazio predefinito e scoprire l’abito come un luogo da abitare, e viceversa.

Viaggio al nord, invece, in Svezia, in via Solferino 15 dove HEMMA goes wild. Per la maggior parte degli svedesi, l’idea di HEMMA (casa) è strettamente legata a una forte connessione con la natura. Questa relazione è spesso romantica, ma la natura può anche rivelarsi minacciosa.  Cosa succede quando la natura si rimpossessa dei luoghi?

Swedish Design Moves presenta quest’anno alla Design Week di Milano una visione della casa come luogo di rifugio e sicurezza, ma anche come luogo da cui fuggire.

«Il design è un riflesso di ciò che sta accadendo nella società. Oggi, quando le persone si muovono sempre più in tutto il mondo, anche le influenze si muovono», spiega Joyn Studio.

Tra i pezzi esibiti ci sono alcuni degli 82 nuovi oggetti creati per NM & Collection del Nationalmuseum – una collaborazione unica tra 32 designer svedesi e 20 produttori.

Tra questi la lampada Curve per la libreria del museo progettata da Front e prodotta da Zero, il servizio da tavola Sand disegnato da Carina Seth Andersson in collaborazione con Design House Stockholm, il tavolo da pranzo Ateljé disegnato da Matti Klenell (direttore artistico del progetto NM &) e prodotto da Gärsnäs e la sedia Botero, anch’essa progettata da Matti Klenell in collaborazione con Peter Andersson e prodotta da Källemo.

Tra gli altri designer figurano Monica Förster, una delle designer più acclamate della Svezia che è rappresentata con il suo divano Retreat per Fogia, e il designer Lars Nilsson, che ha collaborato con Vandra Rugs in numerosi progetti tra cui Snö & Kol che esibisce per la prima volta al Fuori Salone i tappeti Vandra.

La sostenibilità è un’influenza trainante per i designer e i produttori svedesi. Due marchi leader del  design da sottolineare a questo proposito sono Bolon, che nel 1949 ha lanciato tappeti prodotti con scarti tessili e oggi utilizza il 33% di materiali riciclati nei suoi prodotti per pavimenti, e il produttore di prodotti acustici Baux, marchio fondato sulla convinzione che i materiali da costruzione debbano essere sostenibili, sorprendentemente funzionali e straordinariamente belli.

Tutt’altro clima e messaggio in Austria, nella Sala Reale della Stazione Centrale, Austrian Design – Pleasure & Treasure riserva ai visitatori un’esperienza unica: per poter ammirare da vicino gli oltre 40 prodotti di design made in Austria esposti, dovranno camminare in una piscina di piccole palline in polistirene 100% riciclato, riutilizzabile e antistatico, una vera e propria “Designpool”.

Spiega Reanne Leuning, Project Leader  responsabile delle Creative Industries di Advantage Austria: «Al piano terra, nella Sala delle Armi, c’è la camera del tesoro. Gli oggetti più preziosi sono esposti all’interno di una struttura nera e adagiati su dei piedistalli poggiati su un letto di cioccolatini d’oro, il tutto illuminato da luci soffuse. I visitatori potranno prendere delle monete di cioccolato come piccolo souvenir da portare a casa»

E a Mauritius, intanto, che succede? Succede che la natura, il mare e la sabbia incontrano CYPRAEA, il brand di lusso specializzato nella produzione di elementi di arredo.

La collezione presenta una capsule di 19 pezzi esclusivi, ognuno dei quali prodotto in edizione limitata di 9 esemplari. La collezione si ispira all’isola di Mauritius e alla sua natura lussureggiante grazie al design avveniristico. Ogni pezzo è caratterizzato dall’utilizzo di diversi elementi altamente selezionati e nel pieno rispetto dell’ambiente, legno massiccio di Wengè e Noce, ottone e bronzo, cuoio, pietra lavica e corallo fossile, sabbia e marmo di altissime qualità.

CYPRAEA nasce dal sogno di un giovane imprenditore e ingegnere mauriziano, Cedric Lincoln, di sviluppare manufatti di lusso con uno stile tropicale unico, attraverso  un design incontaminato e un’abilità artigianale locale, e trova ospitalità nell’esclusivo spazio della guru internazionale del  design Rossana Orlandi (via Matteo Bandello, 8).

Infine, un passo nell’experimental luxury internazionale del Baccarat Bar & Lounge in via Montenapoleone, 23, unica oasi tra tanti spostamenti reali o immaginari.

Ispirato al Baccarat Bar&Lounge dell’omonimo hotel di New York, il nuovo spazio milanese ospita uno scenografico Bbar (il primo Baccarat bar fuori dal Giappone), la Boutique e una Lounge, dove nel corso della giornata si potranno gustare dalla prima colazione al pranzo – anche in versione detox – al tè pomeridiano fino all’aperitivo prima di cena.

Booking.com
0