Due sirene, un’amica, tante storie

Ieri, per la prima volta, mi sono innamorata di Bologna. E non perchè non l’avessi mai vista prima, ma perchè ieri, nella luce della sera novembrina ancora calda di un’estate che sembra non voler svanire, ho ritrovato la voglia di guardare la città negli occhi. Grazie a un’amica, anzi tre, anzi sei. Insomma, grazie alle belle avventure con cui la vita semina il nostro cammino. Così, se insieme alla collega e amica Isa Grassano ho presentato Due sirene in un bicchiere, con altre ho bevuto un goccio di Lambrusco, divorato tigelle, e condiviso storie, risate, nottata.

Insomma, mentre a passo incerto sui tacchi attraversavo Piazza Grande illuminata dalle luci e dalla luna, ho lasciato che la testa corresse a sfogliare l’album dei ricordi, l’unico che sa dirci chi siamo, da dove veniamo e forse anche dove andremo. E mi sono resa conto che, alla fine, quello che conta è avere un’amica o un amico accanto con cui bere un bicchiere, fare due lacrime o due risate, abbracciarsi e sentirsi un po’ meno soli, in fondo alla notte.

Perchè come scrivo nel romanzo Due sirene in un bicchiere, –e Isa ha fatto bene a ricordarmelo-“Tutto ha bisogno di manutenzione: uomini, anime, pelle, auto, case, vestiti, libri, pennelli. Tutto ha bisogno di attenzione, si disse. E subito pensò che Dana l’avrebbe corretta. Le avrebbe ricordato che tutto, alla fine, ha soltanto bisogno di amore. Anche la terra su cui stava camminando”.

Domani, tappa a Formigine (Mo): un’altra camminata, un’altra presentazione  e tante altre storie in una sala gremita. Che hanno bisogno di manutenzione. E di amore.

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