E io scrivo con lo Yoga

Allo Yoga devo molto: amici, insegnamenti, scoperte, intuizioni e di sicuro i miei romanzi. Lo Yoga ha cambiato il mio modo di vedere me stessa. E di conseguenza ha cambiato il mio modo di vedere il mondo. Sii il cambiamento che vuoi vedere. Trasformati per trasformare. Più di tutto, mi ha insegnato a mantenere la posizione, a viverla fino in fondo finchè non la fai tua. Sono tante le posizioni o asana. Si racconta che siano 8,4 milioni o forse più. Che importa? Quello che conta è imparare a starci, anche quando sei stanco, anche quando quel muscolo o quel pensiero ti dice che è ora di cedere, di mollare, di smetterla di faticare. E invece…è quando si supera quell’ostacolo e quel momento che si comincia a crescere.

Stare con quello che c’è, con quello che hai. E farne il tuo tesoro. Banale? Forse a parole. E proprio le parole saranno al centro del mio intervento al prossimo Yoga Festival di Milano sabato 19 ottobre, dalle 14:30: YOGA, CREATIVITA’, SCRITTURA è infatti il titolo che ho scelto per condividere quanto e come lo Yoga plasmi la mia scrittura, tanto da diventare un protagonista dei miei romanzi (Quattro tazze di tempestaDue sirene in un bicchiere -Feltrinelli), e la mia risorsa segreta -anzi la mia porta di accesso alla creatività, soprattutto nei momenti in cui l’ispirazione fugge… Grazie al potere del respiro, della meditazione e perché no anche a certe asana che mi e ci cambiano la prospettiva all’istante, per avvicinarci alla fonte della nostra creatività. Per me si esprime con la scrittura, per altri di voi magari in altre forme, ma sempre di creatività si tratta. Quindi, come stimolarla?

All’Universo basta chiedere. È un grande emporio fornito di tutto. L’importante è sapere come entrarci e come ottenere ciò che abbiamo bisogno. È quello che tenteremo di fare insieme sabato, desiderando di desiderare. E affidandoci ai fondamenti di quella pratica millenaria che chiamiamo Yoga -unione- e alla saggezza dei Maestri di ieri e di oggi, con i quali dividerò umilmente gli spazi di una delle manifestazioni che amo e sostengo da sempre, frutto del lavoro e della lungimiranza della sua presidente Giulia Borioli.

Sono diventata insegnante di Hatha Yoga nel 2013, sotto la guida di Giovanni Formisano. Poi mi sono appassionata al Kundalini con Raquel Barros, ma anche in aerial e SUP Yoga e addirittura in Yoga Beat con David Sye, e ora in Yoga Ormonale con Dinah Rodrigues.

Ho tenuto le mie lezioni a Malta e a Gozo, l’isola che mi ha ispirato Due sirene in un bicchiere, ma anche in Estonia e in giro per il mondo. Quando viaggio, infatti, e ho voglia di praticare, organizzo una classe: insieme ad altri yogi e yogini, è più stimolante. E a me piace la condivisione.

Perchè metto lo Yoga nei miei romanzi? Perchè ci metto la mia vita. E la mia vita è (anche) una sequenza di asana. E forse lo sono tutte le esistenze.

Vi aspetto sabato 19 ottobre e vi invito a dare un’occhiata al programma e al bell’articolo di Micaela Bellisario su iodonna.it, che mi cita e racconta un po’ quello che accadrà. Intanto, namaste!

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