Finalmente le mie Sirene in libreria!

Mettere al mondo un libro é meno semplice e piacevole di quanto si immagini. C’è il ricordo, ancora non svanito, della fatica fatta sino a qui, l’ansia per il risultato, la paura dei giudizi, il timore e il pudore di svelare parti di sé di cui l’autore non è mai consapevole sino in fondo, sino a che non le ha messe sulla carta e le rilegge, questa volta con gli occhi del lettore… Partorire fa paura. Non si è mai pronti ad affidare la propria creatura ad altre braccia e ad altre carezze. Però lo si deve fare. Si deve dare a questo libro bambino la possibilità di vagire e di crescere.
Due sirene in un bicchiere  è appena nato e subito è stato accolto da Paola Calefato. Con dolcezza, come merita. E io la ringrazio non soltanto per la sua recensione -i giudizi buoni fanno sempre piacere!-ma per il cuore che ci ha messo. Come l’ho messo io nel romanzo.
Due sirene in un bicchiere è  da oggi in libreria. Coccolatelo anche voi.

Al B&B delle Sirene Stanche – quattro stanze su un’isola del Mediterraneo nascoste dietro a un portone turchese, una cucina sempre in movimento e una grande terrazza sul mare – non si arriva per caso. Non è in nessuna guida turistica né lo si prenota online o con un’agenzia di viaggio: bisogna scrivere una lettera e motivare la propria richiesta, e poi attendere che una busta azzurra con il simbolo di una sirena giunga a confermare il soggiorno. Lo sanno bene Eva, Jonas, Olivia, Lisa e Lara, i cinque nuovi ospiti che approdano sull’isola per una vacanza detox che promette di rimettere in forma corpo e anima, e di aiutarli a trovare le risposte che cercano. Ad accoglierli ci sono Dana, trent’anni e la voglia di migliorare la vita di tutti con un po’ di yoga, meditazione e i suoi celeberrimi centrifugati bio, e Tamara, pittrice di mezza età che ama il mare, il silenzio e la solitudine del suo atelier. Insieme gestiscono la locanda offrendo sessioni di yogaterapia, arte, cucina, chiacchiere e tanto relax, lontano da cellulari e tecnologia. Ma cosa succede quando il passato irrompe scardinando il presente? Da cosa e da chi si nasconde Tamara, tanto da non lasciare mai l’isola? E chi sono Eva, Jonas, Olivia, Lisa e Lara? Sono davvero chi dichiarano di essere o mentono, prima di tutto a se stessi? Tra giornate di sole, avventure e una nottata drammatica che tiene tutti con il fiato sospeso, gli ospiti del b&b trasformeranno la loro vacanza in una tregua necessaria in cui riscoprire chi sono e chi vogliono diventare, perché «quello che succede è l’unica cosa che sarebbe potuta accadere» e «il momento in cui qualcosa avviene è sempre quello giusto».

È il primo romanzo che leggo di Federica Brunini e mi ha colpito per il modo fiabesco di raccontare anche spaccati molto tragici della vita dei protagonisti. Un ritmo dolce, a tratti culla il lettore come le onde del mare cullano le barche. Ogni personaggio è fatto di luci e ombre e sull’isola delle Sirene Stanche ritroverà la sua parte di luce che è stata sopraffatta dalle ombre del quotidiano. Incontriamo due gemelle, Lisa e Lara, che hanno condiviso tutto tranne se stesse; Jonas, pilota d’aerei, che ha bisogno di tenere i piedi ben piantati a terra; Olivia che deve riprendersi quello che le hanno tolto e infine Eva che non sa più nemmeno più chi è davvero. Ad accoglierle ci sono Dana, cuoca, madre e con uno spiccato istinto nell’aiutare chiunque voglia, e Tamara, artista che nel mare trova la pace del suo dolore. 

Un racconto intenso che ripercorre il viaggio dei vari personaggi verso non tanto la felicità bensì la serenità, l’essere consapevoli di chi si è di quanto si vale senza dover scendere a compromessi con la vita. 

Più che i personaggi la vera protagonista è l’isola, infatti qui l’essere umano e la natura vivono in armonia perchè i primi la rispettano e l’isola ridà paesaggi e sensazioni di pace.

È la sensazione di calma e pace che trasmette l’autrice con il suo racconto ad avermi conquista e a volermi far preparare la valigia per andare in un posto simile e ritrovarmi. Quando mancavano poche pagine alla fine ho fatto più fatica a continuare la lettura, non perchè non mi piacesse ma perchè sentivo di non essere pronta a chiudere la finestra su quei personaggi e su quel posto idilliaco.

Consigliato a chi ama i romanzi che trasmettono dolcezza e mostrano la crescita e il mutare dell’animo umano.

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