Giappone, il Paese delle (belle) sorprese

Che il Giappone fosse meraviglioso, lo davo per scontato. Che fosse sorprendente, divertente, organizzato, anche. Quello che ignoravo era quanto fosse meraviglioso, sorprendente, divertente, organizzato. E soprattutto accogliente: moltissimo. Più di quanto mi aspettassi.

Atterrare nel paese del Sol Levante è un’esperienza unica e memorabile, di quelle da fare almeno una volta nella vita.

Di viaggi ne ho fatti tanti – è il mio mestiere. Ma poche destinazioni mi sono rimaste appiccicate addosso e dentro al cuore come il Giappone. Perché l’isola dei samurai, dei manga, del sushi, delle geishe e degli origami è davvero un altro mondo: all’avanguardia, super efficiente, decisamente più proiettato nel futuro di qualunque altro paese, eppure ben radicato nella sua storia, nel suo passato, nelle sue tradizioni e nei riti che si tramando di generazione in generazione.

Insomma, è una meta caleidoscopica, che come nessun’altra sa unire l’eredità di ieri con le richieste e le risposte di oggi.

Tokyo, la sua capitale, è l’esempio migliore di questa magica combinazione. Accanto ai quartieri tecno-pop, alle vie dello shopping più fashion e ai mega mall commerciali stile USA, convivono le case basse e le botteghe d’antan, i templi millenari e i venditori di incensi, le bancarelle colme di street food.

Ogni area, infatti, merita una visita speciale, da Maronouchi e Nihonbashi con il palazzo imperiale e atmosfere d’epoca dello Shogun a Ginza, la zona dello shopping e del lusso, da Akihabara e Ueno, mete pop, sino ad Asakusa: la storica “città bassa” con il tempio buddista di  Senso-ji. Infine, Shinjuku, gettonatissimo per la vita notturna, con lo storico quartiere dei bar di Golden Gai, il mercato del pesce di Tsukij e l’immancabile tappa allo Zoo di Ueno per avvistare i panda giganti.

Poi ci sono le escursioni sul Monte Fuji o nella straordinaria cittadina di Kamakura, la vecchia capitale dei samurai, verdissima e insieme ricca di mare e di storia.

Ma non si può dire di conoscere il Giappone se non si è stati ospiti, almeno per una notte, di un ryokan tradizionale, ovvero la locanda dove si dorme sul tatami, dopo un lauto pasto tipico e la cerimonia del tè, nella quale si assiste alla preparazione della cosiddetta spuma di giada ricavata dalla polvere di matcha. Il luogo più adatto? Kyoto, la città dei mille templi e del bosco di bambù, già patrimonio dell’Unesco, dove ancora si incontrano le geishe e le apprendiste geishe, dette maiko.

Meritano una visita anche i parchi di Nara, popolati da migliaia di cervi Sika, selvatici ma dolcissimi, che mangiano biscotti dalle vostre mani…

E poi c’è Osaka, la capitale gastronomica del Giappone, con i suoi quartieri ad alta densità di specialità a base di pesce, ma anche di carne, i suoi canali, gli intrecci di mercati e i negozi urban pop di Ame-Mura… Perché in Giappone il cibo è uno stile di vita. Variegatissimi, buoni e diversi da zona a zona, i piatti made in Japan sono una delizia anche per il palato più gourmet. Senza contare i dolci, dai mochi di riso e fagioli rossi, a un’infinita gamma di golosità colorate, soffici, attraenti per gli occhi oltre che per il gusto. Il sushi? Dopo averlo assaggiato in Giappone, non lo mangerete da nessun’altra parte.

Quindi… partite. Fate i bagagli e buttatevi nella magia multisensoriale del Giappone, meglio se appoggiandovi a tour operator specializzati, che sapranno disegnare per voi l’itinerario più adatto alla scoperta di questa terra unica e irripetibile. Guinness Travel, in particolare, offre due tour per scoprire il Giappone in tutte le sue bellezze e sfaccettature, dalle tappe più classiche del Giappone Meraviglioso (Osaka – Kyoto – Nara -Yokoama – Nakamura – Tokyo) al Gran Tour Giappone Prestige (Osaka – Hiroshima – Kyoto – Nara – Kanazawa – Takayama – Hakone – Tokyo).

Io, d’altra parte, non vedo l’ora di tornarci. Ci sono ancora tante cose da scoprire, per esempio le Alpi giapponesi di Kanazawa. Vi aggiorno presto. Intanto buon viaggio. E Sayonara!

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