Il senso di Fede per Natale

Fede

No, non sono impazzita. O almeno non più del solito. Ho fatto un titolo che parla di me in terza persona, ma mi fermo lì. Il resto, cioè questo post, lo scrivo in prima persona. Perchè è di questo che voglio scrivervi oggi, della lotta che oggi tutti conduciamo tra la prima e la terza persona, tra chi siamo e chi invece ci sforziamo di essere.

Immagino stiate pensando che questo non ha nulla a che fare con il Natale. Sbagliato. Natale è l’occasione migliore per affrontare la domanda: siamo quelli che siamo o quelli che vogliamo essere?

Complici i social, siamo diventati solo immaginette: postiamo il nostro lato più bello, più interessante, più artistico, più divertente, più glam, più snob, più fit…. insomma, tutti i nostri lati, tranne quello che  ci appartiene davvero: il cuore. Ed è il cuore che dovrebbe parlare a Natale. Perchè, in fondo, è una delle poche occasioni in cui possiamo permetterci di pensare  a chi vorremmo avere accanto, a chi abbiamo accanto, a chi no. Considero il Natale una sorta di contabile che ci costringe ogni anno a chiudere il bilancio delle nostre relazioni: quante, quali, come. E quanto tempo, spazio e attenzioni abbiamo dato loro.

Perchè, alla fine, è tutto quello che conta. È solo quello che conta. Alla fine del viaggio, non conteremo i chilometri, ma gli incontri e la quantità d’amore che abbiamo scambiato durante il cammino.

Vi auguro di averne scambiato tanto. E, se non lo avete fatto, cominciate questo Natale. Buone feste!

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