Il vino nel cuore, i piedi sulle nuvole

Il vino nel cuore, i piedi sulle nuvole

Chi dice vino, dice donna. Proseguono gli incontri One to Wine con Le Donne del Vino. Questa volta, chiacchiero con Simona D’Alicarnasso, responsabile marketing e comunicazione di Citra Vini Soc.Coop.

Sognatrice e creativa, Simona D’Alicarnasso ha il cuore diviso tra l’Abruzzo, dove è nata e vive,  l’Inghilterra e gli Stati Uniti, che ama.

Laureata in Economia Aziendale a Bologna, esperta in Comunicazione d’Impresa con un Master in Marketing e Comunicazione, ha seguito numerosi corsi d’aggiornamento in ambito web marketing, web editing ed advertising.

È appassionata del vino da sempre, fino a quando è diventata una professione curando la comunicazione di diverse cantine e, dal 2012, di Codice Citra, la più grande realtà cooperativa abruzzese.

«Sono saldamente legata all’universo femminile e vivo il lavoro all’interno della cooperazione vitivinicola con grande responsabilità, come una vera e propria missione», dichiara. «Sono sempre alla ricerca di idee originali e innovative, con i piedi saldamente poggiati  sulle nuvole, come scriveva Flaiano».

Da marzo 2019 è anche sommelier.

Il primo sorso non si scorda mai? 

«Ultimo anno di liceo, festa dei 100 giorni all’esame: tante emozioni miste tra la paura e la voglia di crescere… Momenti all’insegna della canzone Notte prima degli esami del mitico Venditti. E un bicchiere di vino, ovvio».

Una splendida annata…

«Sicuramente il 1977, mio anno di nascita!».

…e una pessima…

«Nessuna, e da donna del vino mi auguro che non si verifichi mai!».

Un calice di? 

«Vino bianco da aperitivo, fresco e delicato. Direi una Passerina».

Allontana da me questo calice… 

«Da devota di Bacco, al primo acchito non rifiuto mai nessun calice!».

Galeotto fu il vino e chi lo bevve…

«Prima di lavorare in questo settore, mi sono trovata a una cena dove ho iniziato a parlare di vino con ragazzo che poi sarebbe diventato un mio caro amico e, oggi, anche lui lavora nel settore!».

In vino veritas?

«Certamente, se pensiamo alla possibilità di degustare insieme un vino “lasciandosi andare” e parlare sentendosi liberi, senza condizionamenti».

Le mille bollicine… -Champagne sì o no?

«Bollicine assolutamente sì, perché fanno festa e convivialità. Meglio, però, se con metodo classico italiano».

Chi dice vino dice donna?

«Sicuramente, per la sensibilità  necessaria nel degustare appieno un vino. In analisi sensoriale,  l’olfatto femminile è maggiormente predisposto a cogliere tutte le sfumature organolettiche che i vini sono in grado di esprimere.».

Via con il vino -il suo viaggio più bello tra le vigne

«A settembre 2017, a bordo del pulmino Volkswagen anni Settanta con destinazione le campagne teatine, dalla media montagna al mare: distese di tendoni e filari carichi di grappoli di Montepulciano d’Abruzzo pronti per la vendemmia in arrivo. Vedute spettacolari tra cielo, terra e mare. Tanta la voglia di bellezza, luce d’estate, sole, aria aperta, di stare insieme!».

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