La crociera? Adesso piace ai millennials

La crociera? Adesso piace ai millenials

Le radazione di Focus On mi ha chiesto di fare il punto sul mercato delle crociere, o meglio sul fatto che, oggi, la vacanza- simbolo degli over sessanta, sia diventata l’ultima ed eccitante frontiera dei millenials (lo racconta anche il film Like Father, adesso su Netflix). Grazie a innovazioni tecno, scelte coraggiose, rotte decisamente for fun. Ecco cos’ho scoperto a bordo…

Tempo di vacanze, tempo di scelte. Tra le offerte del mercato turistico c’è una vecchia conoscenza: la crociera, che ritorna forte e “giovane” strizzando l’occhio anche ai Millennials.

Chi fa della comunicazione il suo mestiere sa bene che il messaggio in sé non esiste. Il messaggio è il suo contenuto e, come tale, non è mai del tutto univoco: a seconda dell’orecchio, o dell’orecchio, che lo riceve si trasforma. Nel mondo dei viaggi e delle sue offerte sempre più variegate, questo significa che il mondo e le sue meraviglie pur così oggettive cambiano a seconda dei destinatari, ovvero dei viaggiatori: la loro percezione ed esperienza di una determinata meta varia in base al loro diverso punto di partenza, geografico, anagrafico, economico o emotivo che sia. Si evolve in base alle loro aspettative, in base – per dirla con un gioco di parole – proprio alla loro “base”. Lo dimostra quanto di recente sta accadendo nel settore crocieristico, l’unico che, insieme all’hotellerie di lusso, sta tenendo meglio il passo con le richieste delle nuove generazione di clienti, o per meglio dire di utenti: i nuovi kidult quarantenni, le pink travellers, i grey panthers e, soprattutto, i Millennials.

Nell’ultimo triennio in particolare, l’età media del crocierista – da sempre impersonato dagli adulti over 60, single e in coppia – è diminuita sino a sfiorare in Italia la soglia minima dei 42 anni, 46 su scala internazionale (nel 2017). Ma la “discesa” in termini di età non si ferma qui, garantendo al mercato cruise una “salita” in termini di fatturato e di passeggeri in costante e vertiginosa crescita. Come sottolinea Laura Cimaglia, Vice President di MedCruise, l’Associazione dei Porti Crocieristici del Mediterraneo “stiamo assistendo a una vera e propria età dell’oro crocieristica: nel 2017 hanno navigato – in tutto il globo – circa 25.9 milioni di persone, il 35,4% delle quali nei Caraibi, che restano la prima destinazione, e il 27,1% in Europa (Nord Europa e Mediterraneo).

Nel 2018 si prevedono 27 milioni di passeggeri, mentre i forecast turistici per il 2030 parlano di 50 milioni di crocieristi su circa 1,8 miliardi di turisti in generale”, specifica. Numeri sorprendenti che confermano la vivacità e la lungimiranza dei principali attori impegnati nel turismo marittimo, prime tra tutte le compagnie che hanno saputo rinnovare navi, strategie, tariffe, rotte e soprattutto garantire esperienze a bordo sempre più speciali e customizzate sulle esigenze dei clienti. “Dalla semplice offerta di un itinerario più o meno attraente, le crociere hanno virato verso proposte esperienziali esclusive, a misura di ogni target. Oggi il crocierista, indipendentemente dalla sua età e dal paese di provenienza, non cerca soltanto la bellezza naturalista di una destinazione o il suo patrimonio culturale. Insegue invece l’obiettivo di un’esperienza memorabile, vissuta da “local”: la lezione di cucina o di merletto, il trekking fotografico, la sessione di danza etnica…”, racconta Cimaglia, che aggiunge: “i Millennials, in questo, non fanno eccezione. Anzi, confermano la regola”.

Negli Stati Uniti i Millennials hanno già superato il numero di baby boomers in termini di consumi: entro il 2020 spenderanno, a quanto stima Accenture, oltre 1.4 miliardi di dollari l’anno, circa il 30% della spesa totale negli USA. Secondo la Cruise Lines International Association, la più grande associazione dell’industria crocierista mondiale, la prima generazione di nativi digitali sta plasmando nuovi modelli di riferimento e nuovi trend del mercato. Per loro, le principali compagnie cruise hanno ridisegnato i “villaggi galleggianti” e le modalità di usability.

Royal Caribbean quest’anno ha messo in mare la Simphony of the Seas. È la più grande nave da crociera al mondo che accoglie sino a 6870 ospiti e sfoggia 16 ponti di innovazione e divertimento, con elementi tecnologici come il Bionic Bar: l’unico bar sulle onde gestito da barman-robot.

Tra le novità ci sono tre scivoli multipiano con curve e avvitamenti mozzafiato ma anche l’Ultimate Abyss, lo scivolo più alto che esista su una nave da crociera coi suoi 45 metri di altezza dal livello del mare, i simulatori di surf e addirittura una zip line. E ancora l’inimitabile Rock Climbing walls che permette di scalare una parete di arrampicata a pelo d’acqua, i trampolini e i laser tag di ispirazione militare. Soprattutto, è possibile usufruire di Voom, il più veloce collegamento internet sul mare. Perché si sa, i Millennials possono sopravvivere a tutto, ma non all’assenza di connessione. Senza contare le tariffe low cost, e la possibilità di segmentare i soggiorni, o di salire a bordo anche solo per un long week-end. “Internet, tariffe competitive e short break sono la chiave del successo di una compagnia che voglia puntare sulle nuove generazioni, insieme alle attrazioni fun & play” puntualizza Laura Cimaglia, che cita anche le nuove piste racing di go kart delle navi Joy e Bliss di Norvegian Cruise. Anche Costa Crociere sa bene che una vacanza riuscita si misura in gradi di felicità.

Per il suo settantesimo compleanno – la storia della compagnia di navigazione è iniziata nel 1948 con la prima crociera della Anna C.- ha ingaggiato Oliviero Toscani, chiedendogli di fotografare gli ospiti nei loro momenti più felici. “Dal 1948 sono cambiate molte cose, ma continuiamo a lavorare sempre con un unico obiettivo: soddisfare i nostri ospiti – spiega Luca Casaura, Senior Vice President Global Strategic Marketing di Costa Crociere – qualsiasi sia la loro età”.

Negli ultimi anni la classificazione dei consumatori è diventata uno strumento sempre più utilizzato dalle aziende per segmentare la propria offerta. Ma oltre ai Millennials, alla Generazione X e ai Baby Boomers, nascono nuove tipologie di consumer come i Kidult e le Pink Travelers, categorie non legate alla data di nascita ma sempre dominate da esigenze e necessità specifiche per le quali il mercato si plasma ed evolve.

KIDULT

Negli Stati Uniti li chiamano “Rejuvenile” o “Adultescent” (mix tra il termine “adult” e “kid”). Si tratta di persone, di entrambi i sessi, che hanno interessi molto simili a quelli degli adolescenti. Kidult però non definisce esclusivamente un tipo di consumatore ma anche un trend in crescita, soprattutto negli Stati Uniti. Qui film come “Ted” – il cui protagonista è un adulto che vive in compagnia di un orsetto di peluche parlante – incassano oltre 400 milioni di dollari al botteghino e l’industria del gaming è in costante aumento (basti pensare che Fortnite, l’ultimo sparatutto gratuito, ha registrato nell’ultimo anno 1.2 miliardi di dollari di fatturato).

PINK TRAVELERS

Con il termine “pink travelers” si identificano le donne che viaggiano da sole. È sempre più ampia l’offerta di servizi personalizzati dedicati alle viaggiatrici, tanto che nel 2006 in Emilia Romagna è stato inaugurato il consorzio “Alberghi per le Donne” con pacchetti creati ad hoc per rispondere alle necessità di questa categoria. Anche la catena alberghiera Best Western propone soluzioni su misura: “Love promise for Women” con servizi tutti al femminile. Dalle informazioni sui centri benessere più vicini ai kit di bellezza in ogni stanza. Questi sono solo alcuni nomi del mondo hotellerie, ma sempre più realtà si stanno attrezzando per dare una risposta alle nuove esigenze delle consumatrici.

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