La forza di Febbraio

Ben ritrovate sirene e buon mese di febbraio!

Lo so, sono in ritardo. E a gennaio non vi ho scritto…perché stavo già scrivendo e ultimando per voi il prossimo romanzo che, tra qualche mese, sarà in libreria e spero tra le vostre mani (a breve,  tutti gli aggiornamenti!)

Non è stato facile mettere la parola fine. Questa volta più di altre non riuscivo a congedarmi dai personaggi, dalla storia, dall’atmosfera e forse anche dall’ansia di lasciar andare un altro pezzo di me… anche se so che poi finisce in buone mani e sotto buoni occhi, i vostri.

Generalmente non amo l’inverno e faccio di tutto per scamparlo, andando a caccia di sole e soprattutto di calore laddove c’è, ma il nuovo romanzo mi ha messo con le spalle al muro e mi ha tenuto ferma, incollata alla scrivania (e talvolta anche al divano o al letto!). Più di tutto, mi ha incollata a me stessa e alle mie radici -luoghi, volti, affetti, abitudini- alle quali avevo forse necessità di tornare.

Ogni viaggio, infatti, presuppone un ritorno. E io per tanto tempo non sono mai tornata. Fino a oggi. Perché forse è più facile andarsene, che tornare. È più facile fuggire che affrontare la complessità di quello che ci sta intorno. È più facile fare un atto di forza che di vulnerabilità… Ecco, la mia parola per il 2020 sarà vulnerabilità: mi sentirete e mi leggerete citarla spesso. Ho capito che la vulnerabilità è il nostro super power. Ammettere di essere vulnerabili, assumendosi il rischio di farsi male, libera energie pazzesche. Mette letteralmente le ali ai piedi alle nostre relazioni, ai nostri sentimenti, alle nostre ambizioni personali e professionali.

La vulnerabilità è la capacità di esporre la nostra ferita -in latino vulnus, da cui vulnerabilis cioè vulnerabile, di dire “hey,  io sono anche questa cosa qui”: sono anche questa crepa, questo taglio, questo dolore, questa paura. E su questa ferita imbastirò la mia nuova, seconda, pelle. Perché non nasciamo una volta sola, ma ogni volta che ci amiamo e ci prendiamo cura di noi. Così come siamo. Così come ci saniamo. Non c’è guerriero senza ferita, non c’è vittoria senza sconfitta, non c’è orgoglio nel rimanere intatti. Rompete i gusci, gli involucri, le maschere. Uscite fuori e godetevi la vostra nuova seconda pelle, la vostra nuova seconda vita.

Buon anno vulnerabile.

PS Sto preparando viaggi, podcast e novità per tutte voi. Datemi tempo e soprattutto fiducia, e continuate a seguirmi su www.federicabrunini.com e sulla pagina Facebook.

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