La gastronomia alimenta l’Ego(festival)

Al lavoro non si dice mai di no. Soprattutto quando è bello. Anzi, buono. Così, non ho dubitato nemmeno per un secondo e ho accettato subito l’invito a partecipare, in veste di moderatrice, ad EgoFestival, l’evento eno-gastronomico che riunisce a Taranto il meglio della ristorazione italiana con 40 masterclass, 20 moderatori, 90 ospiti.

Dal 16 al 18 di febbraio, il più imponente food forum del Sud Italia trasforma Taranto e il suo Castello Aragonese nella capitale italiana dell’enogastronomia, mettendo a sedere intorno alla stessa tavola pizza, pane, comunicazione e storytelling, ma anche champagne, spirits, metodo classico e la birra. Accoglienza e ristorazione, del resto,  sono le parole chiave per il futuro.

Con 40 masterclass, 20 moderatori tra cui la sottoscritta, 90 ospiti, quattro Paesi di provenienza (dalla California all’Inghilterra, dalla Francia alla Danimarca) e due dinner party esclusivi ai quali non vedo l’ora di partecipare, EgoFestival ha tutta l’intenzione di raccontare com’è cambiata la comunicazione nel mondo dell’enogastronomia con lo sguardo di chi ha il compito di raccontare i territori e di chi deve modulare la propria offerta televisiva proprio seguendo o anticipando quei cambiamenti.

In quale direzione sta andando la ristorazione italiana? E qual è il suo futuro? Quali le sue parole d’ordine? Sono i quesiti posti dal direttore scientifico Martino Ruggeri, pugliese di nascita e attualmente head chef di Ledoyen Pavillon 3*.

EgoFestival nasce dall’esperienza di EnogastroHub, l’associazione nata per essere interprete dei bisogni del territorio e strumento per trasformare gli stessi in opportunità̀. Lo spiega Monica Caradonna, presidente dell’associazione, giornalista e food writer tra le prime e i primi in Italia ad aver intuito e colto le nuove opportunità e le nuove necessità del settore.

Del  “suo” evento dice che “vuole essere una scatola, un contenitore dinamico e fluido in cui avviare una discussione intellettuale su dove sta andando la cucina italiana”.

Infatti Ego Festival incontra la sostenibilità, le radici, la tradizione del territorio, il gusto per uno scambio di idee sul mondo della ristorazione che cambia di giorno in giorno, ma anche food star internazionali come il cuoco Davide Oldani che avrò il piacere -anzi il gusto-di introdurre e intervistare. So, stay tuned!

“Siamo felici di ospitare eventi di questo pregio e con simili potenziali ricadute per la nostra comunità. Taranto sta progressivamente tornando un luogo e un sistema altamente attrattivo, la nostra idea di diversificazione produttiva e riposizionamento dell’immagine della città sta incominciando a dare frutti importanti. Siamo certi che la nostra filiera eno-gastronomica saprà cogliere questa opportunità e continuerà a investire in qualità e promozione della nostra bella Taranto” – conferma Rinaldo Melucci, sindaco di Taranto.

Tra gli appuntamenti da non perdere,  il premio San Marzano Best Sommelier per eleggere il miglior sommelier della Puglia ed EGO Match, ovvero lo spazio interattivo per far incontrare domanda e offerta anche attraverso le EGO BOX dove lasciare il proprio curriculum. Oltre al mio intervento sulla cucina pop di e con Oldani il 17 febbraio alle 15:00. Di Davide ho sempre apprezzato l’autenticità dietro e davanti ai fornelli, oltre che i suoi piatti memorabili e degni della stella Michelin di cui è stato insignito il suo ristorante D’O nonchè ambasciatore della creatività italiana applicata al food. Insieme sul palco ci divertiremo a immaginare i menu e gli abbinamenti di domani, pregustandone sin da ora tutto il valore e il sapore.

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