Metti un colpo d’aria (condizionata)

estate aria condizionata

Ieri sera, tornando a casa dopo un’intera giornata di giri sotto il sole, io e il peloso Giotto abbiamo ringraziato mentalmente l’inventore dell’aria condizionata. E poi mi sono detta: “ma chi diavolo è? Chi l’ha inventata?” perché a) sono ignorante b) sono tante le cose (apparecchi, sistemi, oggetti, idee…) che utilizziamo ogni giorno senza chiederci da dove, come e chi arrivino.

Così, siccome la curiosità è donna e io sono una donna curiosa-mi sono rivolta a santo subito Google –che poi, chi ha inventato Google?-e ho trovato la risposta che vado a condividere qui con voi.

Il primo impianto di condizionamento ad aria (dall’inglese air conditioning) fu installato il 17 luglio 1902 in una tipografia di Brooklyn, a New York, dove i continui sbalzi di umidità rendevano difficile il corretto trattamento della carta e degli inchiostri. Le applicazioni si estesero rapidamente all’industria tessile, quindi agli uffici (per aumentare il rendimento degli impiegati), infine, nel secondo dopoguerra, arrivarono alle abitazioni private e alle automobili. I primi condizionatori erano ingombranti, pesanti, rumorosi, costosi e sì, spesso anche pericolosi:  i gas utilizzati infatti erano clorometano e ammoniaca, altamente tossici. L’accidentale rottura dei compressori poteva essere fatale. Fu solo nel 1928 che tali gas furono sostituiti con i clorofluorocarburi, derivati dal metano e conosciuti sotto l’unico nome di freon, che hanno ottime proprietà refrigeranti e sono innocui per l’uomo ma dannosi per l’ozono atmosferico.

Ma veniamo al signor AC, all’anagrafe Willis Haviland Carrier. Nel 1901, all’età di 25 anni, da poco conclusi gli studi di ingegneria meccanica, l’americano Carrier ideò una macchina per la riduzione dell’umidità  e della temperatura nell’aria.

E ci liberò tutti dai colpi di calore.

In realtà, l’espressione “aria condizionata” o “confezionata” come la chiamo a casa mia, si deve a Stuart W. Cramer, anch’egli dedito allo studio dell’umidità e delle tecniche di climatizzazione.

In Italia, i condizionatori arrivarono solo trent’anni dopo la loro invenzione, verso la fine della Seconda Guerra Mondiale. La vera rivoluzione diffusione avvenne però circa vent’anni fa con l’introduzione, ad opera dei giapponesi, del cosiddetto ‘sistema split’, ovvero un sistema composto da due elementi staccati tra loro, di cui uno  interno, destinato a sottrarre il calore dall’ambiente da climatizzare, l’altro, esterno, con la funzione di disperdere tale calore all’esterno. Ora, chi ha inventato i giapponesi? 😉

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