Natale: dire, fare, ringraziare

Stamane, mentre guidavo e con la testa inseguivo i miei pensieri –il pane e le salse per la cena di stasera, il regalo per i miei genitori, il biglietto per Manolo, gli auguri da fare ai colleghi etc- pensavo che Natale ci mette un po’ tutti con le spalle al muro. Ci bombarda di cose, pensieri, messaggi, ricordi, nostalgie, rimpianti, speranze. Ci spinge in una centrifuga a 2000 giri, come se volessimo e potessimo lavarci l’anima dal grigio accumulato per riaverla indietro più bianca e brillante che mai, pronta a ricominciare… A fare cosa? A sperare, ad amare, a lavorare, a ridere, forse anche a piangere. A vivere. Ma come? Io quest’anno vorrei imparare a ringraziare. Me l’ho ha insegnato un’amica, che proprio oggi ha scritto sulla mia bacheca di Facebook quanto segue:

“Regala il tempo a te stesso e agli altri. È un dono prezioso che ti arricchisce.

Il tempo di fermarti.
Il tempo di stare con la tua famiglia.
Il tempo di ascoltare un amico.
Il tempo di raccontare una storia a tuo figlio.
Il tempo di pianificare il tuo futuro.
Il tempo di celebrare i tuoi successi e quelli dei tuoi cari.
Il tempo per chiedere “come stai?”a una persona che ami.
Il tempo di aiutare chi è in difficoltà.
Il tempo di contribuire a un progetto.
Il tempo per camminare.
Il tempo per cantare, ballare e ridere.
Il tempo di dedicarti alla gratitudine.
Il tempo di guardare fuori dalla finestra e dire “sono qui, esisto”.

Il tempo è ciò che di più prezioso abbiamo e possiamo donare. Celebrarlo è una forma di #gratitudine“.

Lei si chiama Assunta Corbo e ha scritto un libro prezioso, che mi sono letta e mi tengo sempre a portata di mano.

Si intitola Dire, Fare…Ringraziare. E mi ha fatto riflettere. Di sicuro ha cambiato la mia visione di molte cose, soprattutto di me stessa. Così, in questi giorni in cui mi sembra di non fare abbastanza, di non essere abbastanza, di non avere abbastanza, di non riuscire abbastanza…ogni tanto mi fermo e provo a ringraziare per ciò che posso fare, ciò che posso essere, ciò che posso avere, ciò che riesco a sentire mio, buono e, in fondo, meritato.

Così, quest’anno non farò regali ma ringrazierò uno a uno tutti i cuori che, in un modo o nell’altro, hanno battuto insieme al mio. Tanti biglietti e un sola parola: grazie! Dei vostri sorrisi, delle vostre lacrime, del vostro tempo, delle vostre chiacchiere, e anche dei difetti, degli errori, delle volte in cui non ci siamo capiti. Di ciò che siete. Di ciò che siamo. Perché Natale è la nostra festa, quella in cui ci ricordiamo chi siamo: umani. Pronti a ricominciare.

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