Pasta mia, ti riconosco

Pasta mia, ti riconosco

Come si sceglie la pasta? E quando è davvero buona, anzi sana? Nonostante sia il piatto più presente sulle tavole italiane, non ne sappiamo abbastanza. Personalmente la mangio integrale, al dente (forse troppo) e corta. E sempre e soltanto a pranzo, mai a cena.

Molti di noi, infatti, mangiano grandi quantità di pasta seguendo le logiche della dieta mediterranea: in pochi, però, sanno come riconoscerla e perché è importante selezionarla con cura. Oggi proverò a spiegarvi tutto quello che ho imparato sulla qualità della pasta asciutta e come riconoscerla.

La qualità della materia prima

Una buona pasta parte sempre da una materia prima di qualità. Se analizziamo le varie tipologie di semola, quella del grano duro è senza dubbio la migliore. Il grano coltivato nelle regioni del Sud Italia garantisce una qualità della pasta superiore. Un ottimo esempio è quello della pasta La Molisana: un pastificio originario del Molise di grande tradizione che opera in una regione dove le condizioni meteorologiche sono particolarmente favorevoli alla coltivazione del grano.

Fate attenzione al prezzo

Tutti noi economizziamo al supermercato, me compresa. Tuttavia, la qualità dovrebbe essere anteposta alle logiche di mercato. Va bene sfruttare le promozioni, ma bisogna comunque fare grande attenzione a cosa mettiamo nel carrello della spesa. Per risparmiare poche decine di centesimi, infatti, rischieremmo di mettere in pentola un prodotto di pessima qualità.

Aguzzare la vista durante la cottura

La pasta sporca l’acqua di cottura? È un bene! Bisogna sempre evitare le paste che lasciano l’acqua in uno stato cristallino: questo perché significa che non sta rilasciando gli elementi che la rendono difficilmente digeribile. Inoltre, la pasta che non sporca l’acqua è anche responsabile di uno scarso assorbimento del sugo e degli altri condimenti. Infine, se la pasta si spezza un pochino è un fattore positivo: significa che è povera di glutine e quindi migliore per la nostra salute.

Come si può riconoscere quindi una pasta di qualità? Innanzitutto dal colore che dovrebbe essere giallognolo e non troppo chiaro, mentre la consistenza non dovrebbe mai essere disomogenea. In bocca, poi, la pasta di qualità dovrebbe lasciare una sensazione di elasticità ma anche di croccantezza: persino quando non viene cotta al dente. Altri consigli utili per riconoscere una pasta per cui vale la pena spendere? Provate a prendere un pezzo di pasta e a “stiracchiarlo”: se torna indietro come una molla, significa che è ottima. E soprattutto che è ora di buttarla…. in pentola!

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