Professione wine-broker

Chi dice vino, dice donna. Riprendono anche nel 2019 gli incontri One to Wine con Le Donne del Vino. Questa volta, chiacchiero con Mihaela Cojocaru,  fondatrice di Milae Wines, la sua agenzia di brokeraggio vinicolo.

Dopo un’esperienza con Apollonio Vini, cantina salentina specializzata in vini rossi di lungo invecchiamento, ha avuto la fortuna di viaggiare e ancor più di degustare, imparando che il mondo del vino è  una continua sorpresa. «Più di tutto ho compreso che non esiste un rapporto chiaro tra prezzo e  qualità», racconta. «Ci sono molti vini deliziosi a buon mercato, e centinaia di bottiglie costosissime che non valgono la spesa! E il mio lavoro consiste nel riconoscere i buoni affari» .

Nel 2014 è diventata sommelier AIS e subito dopo ha scoperto il Wine and Spirits Education Trust (WSET). Così, nel  2016 ha aperto Milae Wines, la sua attività di wine broker che le permette di fare tutto quello che sognava da tempo – viaggiare ed assaggiare per “lavoro” – dandole l’opportunità di focalizzarsi sul suo obiettivo finale: diventare Master of Wine.

«Sono una WSET Educator e mi sto dedicando all’insegnamento. Il mio desiderio è di aprire una filiale dell’Accademia Vino a Lecce , dove oggi risiede .

La WSET offre una formazione profonda e capillare, incentrata sul business, ma soprattutto garantisce professionalità e competenze tecniche con la clientela straniera, assicurando risultati nelle vendite grazie al successo del colloquio con i buyer.

Da settembre 2017, inoltre, collabora con Brandland Srl, che esporta vini italiani nei paesi asiatici.

Il primo sorso non si scorda mai? 

«In verità,  sin da piccola ero un fan della bevanda di Bacco! Era il vino fatto in casa degli zii che la mamma ci faceva assaggiare soprattutto d’inverno, con cannella e zucchero – la versione “rumena” del vin brûlé. Il mio favorito però era il mosto – una vera goduria poter berlo direttamente dalla pressa. Infatti, tutt’oggi sono rimasta una grande fan dei vini dolci! Più dolce è, meglio è!».

Una splendida annata…

«Un Riesling della Mosella annata 1970. Finalmente ho sentito i profumi di cherosene! Un vino di una bellissima freschezza gustativa, elegante e persistente».

…e una pessima…

«Non ho avuto modo ancora di assaggiare pessime annate. Se proprio devo menzionarne una…mi è capitato un Beaujolais Morgon del 2013 in pessime condizioni. Non aveva più profumi, freschezza ed era proprio in fine vita – anche se mi era stato consigliato! ».

Un calice di? 

«Adoro il vino in tutte le sue sfaccettature, ho cambiato la mia idea sui vini rossi che ora prediligo, e continuo ad adorare i vini dolci. I miei preferiti in assoluto sono il Sauternes, il Pedro Ximenez e la Malvasia delle Lipari Riserva di Hauner».

Allontana da me questo calice… 

«Mi piacciono tutti i vini, ma non amo particolarmente i vini fortificati, escludendo quelli dolci. Ancora oggi non comprendo la bellezza del Fino Sherry – non me ne vogliano male i miei amici spagnoli!».

Galeotto fu il vino e chi lo bevve…

«Il vino fa da padrone nelle mie storie d’amore. Sono stata ripresa, a volte, perchè parlo solo di vino, ma non è vero! Molte delle mie amicizie più strette ora sono nel mondo vinicolo, ed è normale che sia così…il vino è passione, amicizia, allegria e cosi quando ci si incontra in qualche posto sperduto nel mondo è facile legare subito».

In vino veritas?

«Dipende…dalla qualità. E dal prezzo!».

Le mille bollicine… -Champagne sì o no?

«Personalmente non mi piacciono molto le bollicine, ma non mi tiro indietro, se capita l’occasione. Tra Prosecco, Cava, Metodo Classico e Champagne, l’ultimo vince di gran lunga. È sempre quello più elegante, persistente, con profumi delicati e un perlage più raffinato».

Chi dice vino dice donna?

«Non per forza! Il vino secondo me è unisex. E ci conviene che sia così per le vendite, ma noi donne abbiamo un naso più fine, un palato sensibile e sappiamo vendere meglio perchè comprendiamo meglio le necessità del cliente».

Via con il vino -il suo viaggio più bello tra le vigne

«Sull’isola di Salina, nella cantina Hauner . Una meraviglia! Adoro i loro vini e, dopo aver capito le difficoltà del loro lavoro, li apprezzo ancora di più. Mi sono innamorata perdutamente della loro Malvasia delle Lipari riserva. ».

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