Se lo yoga si fa fest(ival)

Se lo yoga si fa fest(ival)

Centottanta per sessanta: bastano i pochi centimetri del tappetino Yoga -meglio se in materiali sostenibili come gomma naturale, iuta, sughero o bambù- per ritrovare pace e serenità, o almeno provarci.

Lo  Yoga mat, insomma, ci salverà: è questo il mantra e il tema della tredicesima edizione di Yogafestival a Milano, l’evento dedicato allo Yoga più atteso in Italia, che apre i battenti sabato 20 e domenica 21 ottobre negli spazi del Palazzo del Ghiaccio di via G.B. Piranesi.

La scorsa edizione del 2017 ha registrato oltre settemila visite, un numero che, secondo Giulia Borioli, presidente e fondatrice, conferma l’importanza di un fenomeno ormai consolidatosi nello stile di vita dei milanesi e degli italiani. «Lo yoga investe tutti gli aspetti della nostra vita. Solo quando impariamo a “sintonizzarci” con l’intero Universo possiamo raggiungere un reale benessere. Ci sembra fondamentale diffondere il senso più profondo di questa pratica millenaria: chi si avvicina allo yoga per la prima volta trova al nostro festival il miglior inizio; chi è già esperto troverà i migliori insegnanti internazionali», ribadisce.

Nei due giorni di Yogafestival Milano, infatti, è possibile praticare e avvicinare i più accreditati e qualificati Maestri di Yoga del panorama nazionale e internazionale, prenotando il proprio posto sul tappetino. Disponibili anche freeclass a costo zero, tenute da una selezione di scuole di Yoga italiane, aperte a tutti e per ogni livello, e classi per bambini e teen agers.

  • L’ospite d’eccezione è Swami Govindananda, uno dei guru più conosciuti, che dall’India porta a Milano la sua più che trentennale esperienza di insegnante di Bhakti yoga, lo yoga della devozione. Gli incontri in programma sono una sorgente di stimoli – con meditazioni e recita di mantra – per immaginare un approccio alla vita più profondo e spirituale.
  • Grande attesa per la yogastar Stewart Gilchrist, uno degli insegnanti di Yoga più influenti di Londra e del Regno Unito, dal passato turbolento e per niente yogico, ma già guru di calciatori, rockstar e soprattutto aristocratici inglesi. Ricordate il celebre lato B di Pippa Middleton al matrimonio della sorella Kate con William d’Inghilterra? Portava la forma e la firma proprio di Stewart Gilchrist.
  • David Sye è il bad boy dello yoga, uno dei maestri più eccentrici. Anti-guru e anti-divo, pratica ritmo di rock –è cugino di Amy Winehouse- e medita con il cioccolato… ma soprattutto porta la pace nelle zone di conflitto del Medioriente con il suo programma di peace Yogabeat .
  • Sul fronte italiano, Gabriella Cella è considerata la più influente, con il suo storico metodo RatnaYoga per l’armonia dell’energia della donna, messo a punto in cinquant’anni di insegnamento; Antonio Nuzzo insieme ad Anna Inferrera guidano le riflessioni sui testi antichi e sulla filosofia yogica; Carla Nataloni propone la versione maschile del suo programma di Yoga Ormonale.
  • Dayna Seraye, americana e già fondatrice di Hanuman festival, uno degli eventi yoga più conosciuti negli USA, rivela a YogaFestival la sua straordinaria esperienza sciamanica con la pratica della medicina energetica e della psicoterapia somatica.
  • Morena Shree Sundari Firpo punta invece sul suo Akhanda Yoga, una versione contemporanea di Hatha Yoga proveniente dai villaggi intorno all’Himalaya, mentre l’hawaiana Pandhora Williams propone la sua pratica olistica che coinvolge corpo e anima in un lavoro intenso e sottile allo stesso tempo.
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