Se nel vino metti un po’ di…Pepe

Se nel vino metti...Pepe

Chi dice vino, dice donna. Proseguono gli incontri One to Wine con Le Donne del Vino. Questa volta, chiacchiero con Milena Pepe della Tenuta Cavalier Pepe di Luogosano, in provincia di Avellino.

Milena Pepe, 40 anni, dopo aver studiato viticultura ed enologia al liceo agricolo di Mâcon-Davayé, in un solo decennio è riuscita a imporre l’azienda di famiglia all’attenzione dei mercati nazionali ed internazionali del settore enologico. L’imprenditrice dirige la Tenuta Cavalier Pepe, nome mutuato dall’alta onoreficenza ricevuta dal padre Angelo, insignito appunto del titolo di Cavaliere della Repubblica Italiana dall’ex presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro.

Forte della passione e determinazione di famiglia (il papà, il “Cavalier Pepe”, ha aperto ben sei ristoranti rinomati in Belgio!), Milena si è laureata in Marketing e gestione aziendale all’Ephec, ha vinto la borsa di studio Erasmus e si è specializzata in Olanda alla Hoogenschool di Utrecht in Comunicazione e management.

Non solo, Milena ha studiato in Francia Marketing del vino all’Universitè du Vin in Provenza.

Nell’agosto 2005, a soli 25 anni,  realizza la sua prima vendemmia. Nel 2007 è consigliere del consorzio di tutela Vini d’Irpinia, nel 2012 Milena Pepe riceve l’Oscar Green 2012, un premio speciale “La Campania che fa la Campania”.

Dal 2013, ne è  il Presidente: «questa è stata per me la sfida più impegnativa e che porto avanti con molti produttori”, confida Milena, “nell’intento comune di tutelare e fare attività di promozione per le 3  DOCG irpine e della DOC Irpinia. L’associazionismo mi ha permesso di entrare in contatto con i produttori locali, di sentirmi parte integrante, di conoscere le migliori produzioni, e mi ha consentito di apprendere da persone esperte i meccanismi legati al territorio».

Il primo sorso non si scorda mai? 

«Non me lo ricordo ma sicuramente sarà accaduto a tavola con mio padre,  ristoratore che ha sempre curato la carta dei vini. Io da piccola adoravo trascorrere il mio tempo ad ascoltare lui e i suoi amici parlare di vino attorno ad una bella tavola imbandita».

Una splendida annata…

«Per fortuna sono parecchie! Nel 2007, 2008, 2011 fino a 2015, 2017… ottimi vini molto equilibrati. Sono state annate con un clima favorevole durante tutto l’anno con precipitazioni sufficienti, sole per una buono sviluppo vegetativo delle foglie e dei grappoli, escursioni termiche importanti tra notte e giorno per una buona sintetizzazione dei precursori d’aromi nelle uve e infine autunni soleggiati e ventilati, ideali per la maturazione delle uve».

…e una pessima…

«Non ne ho ancora avuta una!».

Un calice di? 

«Ho tanti vini preferiti, tutti italiani. Amo quelli del Friuli, del Piemonte, della Toscana e i vini irpini, ovviamente. I vini francesi ai quali sono più affezionata sono quelli della Borgogna e quelli della Côtes du Rhône meridionale e settentrionale. Trovo interessanti anche i vini portoghesi, specialmente quelli dell’Alentejo. Le caratteristiche che valuto in un vino sono la persistenza e l’equilibrio ma quello che per me conta di più è l’identità. Un vino deve essere riconducibile al carattere identitario del territorio».

Allontana da me questo calice… 

«Non c’è un vino che non berrei, mi piace esplorare tutti gli stili e le tipologie! Mi piacciono i vini di qualità dove non ci sono stati troppo interventi in cantina, ma non i vini dolci».

Galeotto fu il vino e chi lo bevve…

«Una sera di agosto, durante l’annuale festa enologica al Castello di Taurasi, Cupido ha scoccato le sue frecce… Io e quello che poi è diventato mio marito abbiamo incrociato gli sguardi ma poi ci siamo persi nella folla. Lui non si è arreso, dopo settimane mia ha ritrovata, corteggiata e sposata».

In vino veritas?

«In vino veritas, la sincerità e la trasparenza sono per me al primo posto nelle relazione tra persone. Il vino non mi aiuta ad essere sincera, lo sono già…».

Le mille bollicine… -Champagne sì o no?

«Champagne si, Ruinart si possible!».

Chi dice vino dice donna?

«Abbiamo la fortuna di ritrovarci all’interno dell’associazione Le Donne del Vino e di condividere la nostra vita di professioniste del settore. Esiste un intesa molto forte tra di noi, ci sosteniamo e ci capiamo perché viviamo molte cose simile».

Via con il vino -il suo viaggio più bello tra le vigne

«Ho ricordi bellissimi di paesaggi in Champagne e in Portogallo, ma anche del vigneto di Heidi a Riomaggiore, in Liguria: uno dei più belli vigneti che ho visitato nella mia vita».

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