Tempo di moda e pezzi unici

ebarrito

Cosa resta della settimana della moda? Come sempre una grande stanchezza, ma anche una grande energia. Perchè la creatività ricarica. E quest’anno fortunatamente se n’è vista parecchia. In pochi giorni, ho fatto il pieno di idee, stimoli, visioni, progetti. E di outfit, ovvio, immaginari e reali. Ho fatto anche il pieno di sorrisi. Sì, quest’anno la moda sorrideva di più: meno cupa, meno arrabbiata, più colorata e sì, pro-positiva.

Così ho sorriso anche io a scarpe, borse, abiti, amici, feste e sfilate… e top model ritrovate, quelle di ieri che restano top anche oggi (grazie Donatella Versace!). Ho sorriso ai nuovi inizi (bravo Emanuele Farneti, bello il nuovo Vogue reloaded), ai successi (evviva Livia Giuggioli Firth, evviva Eco Age!). Soprattutto ho sorriso ai nuovi brand, quelli emergenti e quelli che stanno emergendo. Quelli che macinano ogni giorno i grani della fantasia, che osano farsi strada tra i grandi marchi storici con dedizione, intelligenza, ricerca, carattere.

Tra questi, Ebarrito: brand di accessori handmade in Italy. Ho avuto la fortuna di incontrare i suoi fondatori Alessandro e Gloria qualche anno fa, nell’antica cascina che oggi è il loro quartier generale, nella campagna tra Crema e Cremona. Oggi, i loro pezzi unici di riciclo creativo sono richiestissimi in Francia, Germania e Italia.

L’ultima collezione si chiama Confiance: fiducia. In se stessi ma soprattutto nelle clienti e nei clienti che sanno fare scelte consapevoli di stile e di etica, scegliendo borse e scarpe eco-compatibili.

I “pezzi” di Ebarrito infatti nascono dall’assemblaggio di pellami “di scarto” delle grandi produzioni. Inutile produrre altra pelle (e contribuire all’inquinamento planetario) quando si può riciclare, riutilizzare, ri-creare. Addirittura trasformare:  una ventiquattr’ore in due borse, una pochette in una porta computer, uno zaino in una maxi bag… Una zeppa in una pump.

Perchè la moda è bella se ci si può giocare. E a me piace giocare con la moda.

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