Il viaggio? Fatelo consapevole

Come ho sempre pensato e scritto nel mio libro Travel Therapy, il viaggio è la risposta a ogni problema, o meglio a ogni domanda che ci portiamo dentro. A patto di sapere dove andare a cercarla. Nel mio personalissimo atlante, il mondo è suddiviso soltanto da confini geo-emozionali. Sono gli stati d’animo a determinare i miei spostamenti e le mie mappe e soprattutto i miei consigli travelterapeutici che spesso e volentieri condivido qui con voi.

Oggi, vado dritta verso l’Himalaya e alla Valle dello Spiti, perchè ho davanti a me una montagna da scalare e deserti in cui perdermi, sperando di ritrovarmi. La Valle dello Spiti, in particolare, è stata riaperta al turismo soltanto nel 1992. Si trova nel nord dell’India, all’interno dello Stato dell’Himachal Pradesh. In tibetano Spiti significa Terra di Mezzo in quanto si trova fra le due catene di montagne del Pir Panjal e l’Himalaya occidentale: è stato questo il corridoio lungo il quale il buddismo è penetrato dall’attuale Pakistan fino al Tibet.

Qui, il patrimonio buddista ben conservato, un ecosistema d’ alta quota unico e un isolamento che trascende le barriere del tempo, concorrono a creare  la magia dell'”esperienza Spiti”.

Dove andare, dunque,  se non qui a cercare la propria terra di mezzo e il proprio equilibrio tra due mondi e due monti vicini e lontanissimi? Dove se non qui quando si deve individuare il sentiero che risolve le decisioni più difficili, quelle che ci costringono a mettere alla prova i nostri legami d’amore, noi stessi e i nostri progetti esistenziali?

Tra gli itinerari proposti nella regione, scelgo quello di Conscious Journeys:  per le tappe ben studiate, l’organizzazione attenta, la filosofia che accompagna questo e tutti i  viaggi.

Da molti anni, infatti, credo e sottolineo l’importanza di un turismo responsabile, quello cioè che minimizza gli impatti sociali, economici e ambientali e genera un aumento dei benefici economici per le comunità ospitanti, migliora le condizioni di lavoro e l’accesso ai mercati e coinvolge le popolazioni locali nelle decisioni che riguardano le loro vite e le opportunità che si presentano. Non solo. Il turismo responsabile -di cui posso con orgoglio considerarmi una pioniera con Il Piccolo Libro Verde dei Viaggi–  contribuisce positivamente alla tutela del patrimonio naturale e culturale e offre ai turisti esperienze significative attraverso una profonda connessione con le popolazioni locali e una maggiore comprensione delle questioni culturali, sociali e ambientali del luogo.  Allo stesso modo, incoraggia il reciproco rispetto tra turisti e locali e propone esperienze alternative e più consapevoli e interazioni tra l’industria del turismo, le comunità locali, i viaggiatori e l’ambiente. Così, ogni tour diventa un percorso consapevole di crescita personale.

Viaggiare in maniera consapevole implica la possibilità di capire o meglio di riscoprire chi siamo veramente attraverso l’incontro con l’altro, con comunità e culture così apparentemente diverse dalla nostra, spingendoci alla riflessione e alla rielaborazione dei propri valori e del modo di vedere il mondo e noi stessi.

Circa l’itinerario, l’Himalaya non ha bisogno di presentazioni.  Nella sua immensità ospita remoti rifugi che catturano l’ immaginazione e incantano con il loro inaspettato splendore. Si parte dalla capitale dell’India, Delhi,  verso Shimla, ora la capitale dello stato Indiano di Himachal Pradesh, ma già capitale estiva durante il governo britannico. Tappa successiva saranno le coltivazioni di mele dell’ Himalaya e poi i deserti dello Spiti. Il caleidoscopio dello Spiti è la miscela perfetta dei tanti aspetti del patrimonio geo-climatico e socio-culturale di quest’aera, mixata con un po’ di avventura. L’esplorazione dei mistici tesori nascosti di questa valle, condurrà faccia a faccia con le pratiche del buddismo tibetano, qui si trovano alcuni dei più antichi monasteri e templi buddisti di tutto il mondo, risalenti a più di 1000 anni fa e avvolti in un’ aurea di leggenda e folklore.La sistemazione in famiglia lungo il tragitto arricchisce ulteriormente l’esperienza, permettendo una comprensione autentica della vita e della cultura in una casa Spitian.  Dalle emissioni zero alla gestione affidata alle comunità locali, questo è un vero viaggio olistico, fuori e dentro di noi.