Buon compleanno Maria (Callas)

Grafomane, scaramantica, ambiziosa e insonne, determinata nel dimagrire 35 chili in tre mesi solo per somigliare a Audrey Hepburn, l’icona di stile greca fu dannatamente golosa e perfezionista. “Tra le prime a usare lenti a contatto, non si fece mai vedere con i capelli sciolti dopo aver conquistato la silhouette da farfalla. Miope al punto che le disegnavano delle strisce bianche per delimitarle il palcoscenico, fu tanto superstiziosa da battezzare ciascun gioiello con il nome di un’opera, per farseli poi cucire nelle pieghe dei suoi bellissimi costumi di scena. Questo quando il regista Luchino Visconti le proibì di indossare monili veri e di scena insieme. Unica eccezione fu fatta per l’anello con smeraldo Columbia di oltre 37 carati che il marito Titta Meneghini le regalò per “La Traviata” che debuttò a Firenze”, ha raccontato Roberta Maresci presentando in anteprima la sua biografia “Maria Callas” (Gremese, pag. 160, euro 12,90) in 24 favole, da ‘Cenerentola’ a ‘Barbablu’, da ‘I musicanti di Brema’ a ‘Il soldatino di piombo’, orientata in occasione della nascita, 90 anni fa, della divina. Era il 2 dicembre 1923. In fondo la storia della Callas è quella di un brutto anatroccolo diventato cigno reale alla quale l’Hotel Quirinale (legato al Teatro sin dalla sua inaugurazione e collegato tramite un passaggio segreto), ha dedicato ieri la suite dove era solita soggiornare e dove si rifugiò la sera del 2 gennaio 1958 quando abbandonò con grande scandalo la rappresentazione di “Norma”: dentro c’è ancora un ritratto fotografico di lei. Ma il fantasma della Divina ha vagato per tutta la serata nella hall ottocentesca dell’albergo, tra i ricchi quadri di Giovanni Truncellito (in esposizione fino al 9 dicembre) e il cocktail Maria Callas del barman Roberto Petri che, per l’occasione, ha creato un drink a base di Cointreau e Prosecco, in un bicchiere decorato da una spirale di buccia d’arancia e da una delicata calla (a richiamare il nome della Divina). Sul ricchissimo buffet a base di spiedini di pesce, triangoli con salmone, salumi, formaggi e finger food, hanno troneggiato riso e bisi, baccalà alla livornese e zabaione con pandoro e fragoline rivisitati dallo chef Diego Colladon: sono i tre piatti in omaggio alla Callas, nel menu dell’albergo che, al balletto e al belcanto, dedica anche long drink ad hoc. Fino al 14 dicembre il sipario del Teatro Costanzi si alzerà sull’Ernani di Giuseppe Verdi con il Maestro Riccardo Muti, così il cocktail per questa occasione sarà l’Ernani: succo di mirtillo abbinato al Prosecco che richiama nel colore la provenienza spagnola del protagonista che dà il nome all’Opera. Mentre dal 21 dicembre al 16 gennaio, quando l’orchestra sarà affidata al Maestro Andry Yurkevich, l’aperitivo abbinato sarà ispirato a “Il lago dei cigni” (Gin, Peach tree e gocce di lime). E così via.