In fondo al caos

Vi capita mai di aver voglia di serrare le orecchie per non sentire voci e rumori di fondo? O di abbassare gli occhi per non guardare altri video, foto, mail, messaggi? Di volere intorno a voi solo qualcosa che abbiamo avuto e abbiamo, forse irrimediabilmente, perduto? Il silenzio, certo. Ma anche il suono che fa la nostra vita se ci concediamo di darle spazio, di farle il vuoto intorno. Ecco, io ne ho avuto bisogno. E mi sono zittita, ho ridotto i miei impegni, le mie uscite, le mie pubblicazioni. Anche le nostre mail. E non per mancanza di rispetto nei vostri confronti, tutt’altro, ma per rispetto di me e di ciò che sento. Il mondo, là fuori, fa un sacco di casino e di casini. C’è violenza, c’è ingiustizia, c’è morte. È una spirale che tenta di trascinarci verso un punto di non ritorno, dove non c’è empatia. E io lì non ci voglio andare. Così ho fatto l’unica cosa che so fare: chiudere gli occhi, tapparmi le orecchie, ascoltarmi dentro. E trovare, in fondo al caos, la forza di fare solo quei gesti che per me contano: prendermi tempo e cura dei miei cari, di me, delle mie relazioni. E sì, dei miei lettori. Di voi. A modo mio, ovvero scrivendo. Cercando storie intorno a me da raccontarvi. Ne ho trovate, le scriverò. Ve le racconterò.

Intanto,  vi ascolto. Tante e tanti di voi mi hanno contattato, per dirmi quanto “Effetto Jane Austen” sia un antidoto nella quotidianità di questi momenti. Così, ho deciso di darci ancora l’occasione di incontrarci di persona, da cuore a cuore: a Pistoia, il 21 maggio, a Santeramo in Colle (Ba) il 12 giugno, ad Arcore (Mi)  l’11 luglio.

Vi aspetto. Portate tutta la vostra empatia (e seguite gli eventi sul mio account Instagram).

In fondo al caos

Vi capita mai di aver voglia di serrare le orecchie per non sentire voci e rumori di fondo? O di abbassare gli occhi per non guardare altri video, foto, mail, messaggi? Di volere intorno a voi solo qualcosa che abbiamo avuto e abbiamo, forse irrimediabilmente, perduto? Il silenzio, certo. Ma anche il suono che fa la nostra vita se ci concediamo di darle spazio, di farle il vuoto intorno. Ecco, io ne ho avuto bisogno. E mi sono zittita, ho ridotto i miei impegni, le mie uscite, le mie pubblicazioni. Anche le nostre mail. E non per mancanza di rispetto nei vostri confronti, tutt’altro, ma per rispetto di me e di ciò che sento. Il mondo, là fuori, fa un sacco di casino e di casini. C’è violenza, c’è ingiustizia, c’è morte. È una spirale che tenta di trascinarci verso un punto di non ritorno, dove non c’è empatia. E io lì non ci voglio andare. Così ho fatto l’unica cosa che so fare: chiudere gli occhi, tapparmi le orecchie, ascoltarmi dentro. E trovare, in fondo al caos, la forza di fare solo quei gesti che per me contano: prendermi tempo e cura dei miei cari, di me, delle mie relazioni. E sì, dei miei lettori. Di voi. A modo mio, ovvero scrivendo. Cercando storie intorno a me da raccontarvi. Ne ho trovate, le scriverò. Ve le racconterò.

Intanto,  vi ascolto. Tante e tanti di voi mi hanno contattato, per dirmi quanto “Effetto Jane Austen” sia un antidoto nella quotidianità di questi momenti. Così, ho deciso di darci ancora l’occasione di incontrarci di persona, da cuore a cuore: a Pistoia, il 21 maggio, a Santeramo in Colle (Ba) il 12 giugno, ad Arcore (Mi)  l’11 luglio.

Vi aspetto. Portate tutta la vostra empatia (e seguite gli eventi sul mio account Instagram).