Le mie notti di luce piena

Qualche giorno fa, in un’intervista, mi hanno domandato qual è il mio momento preferito per scrivere. Quando, cioè, la mia ispirazione si accende, come una lampada, e disegna un nuovo libro nel buio dei miei pensieri.

Perché è davvero buio, quando mi metto al lavoro. Sono una scrittrice di notte. Come i portieri notturni dei grandi alberghi, io faccio il check-in e il check-out dei miei personaggi quando il sole scende e le stelle salgono.

Loro vengono a svegliarmi quando tutti dormono. Hanno bisogno di silenzio, di mistero. Di solitudine. Come me. E si infilano volentieri nelle stanze della mia creatività. Alcuni si accomodano in poltrona, altri addirittura si mettono a letto, alla scrivania, nella vasca da bagno. Tutti, nella luce soffusa della mia Halo Lamp di Artemide, progettata dal genio del design Karim Rashid, si raccontano. E a me non resta che prendere nota delle loro parole, dei loro gesti e delle loro espressioni.

Come uno psicologo davanti ai suoi pazienti, oriento l’anello di led luminosi sopra le loro teste, sotto i loro occhi, sulle loro spalle. Ogni ruga sul loro volto diventa una riga del mio prossimo romanzo. Soprattutto, la lampada diventa un faro nella mia e nella loro oscurità. Ho scovato la Halo Lamp su Lampcommerce tra tante altre per la sua mobilità, la sua leggerezza, la sua versatilità. E poi per il design curioso, certo. Cercavo lo strumento perfetto per un’indagine o per un’interrogatorio, perchè non sai mai quale personaggio ti troverai di fronte. A volte devi fare tu tante domande. Altre volte sono loro che ti investono con il fiume dei loro ricordi e delle loro storie. Più spesso, si tratta di trovare la gradazione di luce giusta per le confidenze. La cerco tutte le notti e ogni volta è diversa. C’è una lampadina adatta alle anime, mi chiedo? Ce ne sono per la cucina, le camere da letto, lo studio e i negozi… Ogni posto ha la sua illuminazione. Ce l’avrà sicuramente anche il salotto dell’anima, un posto dove il chiaro e lo scuro si mescolano e spesso si confondono, diventando una macchia indistinta. Per questo serve un designer. Per questo servono progetti, disegni, modelli, opzioni. Perchè ogni anima ha la sua lucina. Per esempio, quale lampada accenderebbe Viola, la protagonista di Quattro tazze di tempesta, nella sua casa nel sud della Francia? Glielo domanderò la prossima volta che mi verrà a trovare.